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Il ConSDABI ha la possibilità di offrire i seguenti servizi a persone e/o a Enti interessati:

  • monitoraggio della filiera produttiva al fine di  garantire, sia sui prodotti ‘intermedi’ sia su quelli ‘finali’,  ‘qualità’ e ‘provenienza’; quest’ultima, intesa in chiave di ‘tracciabilità’ del soggetto produttore e di  ‘rintracciabilità’ del prodotto alimentare;
    •  erogazione di ulteriori servizi innovativi in grado di apportare ‘valore aggiunto’ al bioterritorio ‘campano’, nella convinzione che il germoplasma ivi presente, costituendo una fonte naturale di alimenti ‘funzionali’, svolga un ruolo cardine per la sostenibilità salutistica e sanitaria, con riflessi positivi  anche sulla sostenibilità economica.

monitoraggio della filiera produttiva

Il ConSDABI, disponendo di competenze ‘ad hoc’ e di opportune attrezzature, si avvale dell’uso delle tecniche di genomica, di proteomica e di lipidomica, oltre che delle  biotecniche riproduttive. In tal modo attua anche:

  • Potenziamento della attività di conservazione delle risorse genetiche animali campane

1)            Attuazione di  scelte più oculate  per la  conservazione  della ‘diversità genetica funzionale’ delle razze; infatti, a un censimento delle risorse genetiche animali  più capillare si deve affiancare sempre più una sperimentazione di tipo sistemico per acquisire conoscenze a livello molecolare di ampia utilizzazione operativa in grado di  rispondere alle problematiche  della  realtà agricolo – zootecnica attuale. L’importanza di proseguire a tutelare la risorsa campana [bovino Agerolese; caprini Cilentana (fulva, grigia e nera) e Valfortorina; equini Napoletano, Persano e Salernitano;  ovini Laticauda e Bagnolese; suino Casertana] risiede nella capacità di questa risorsa di fornire alimenti di notevole valore ‘nutraceutico’, determinandosi anche uno sviluppo ‘sostenibile’ del bioterritorio interessato.

2)          Incremento dell’attività di moltiplicazione dei Tipi Genetici Locali Autoctoni (TGLA), specialmente con l’impiego di biotecniche innovative:

  • raccolta e crioconservazione di liquido spermatico con duplice finalità (banca per la conservazione di germoplasma e diffusione agli allevatori interessati);
  • raccolta di oociti in vivo, anche con l’uso della biotecnica Ovum PICK-UP per la produzione ‘in vitro’ di embrioni;
  • raccolta di embrioni in vivo e successiva loro crioconservazione o loro utilizzazione per l’embryo-transfer.
  • Approfondimento della conoscenza delle caratteristiche biologiche e di quelle legate alla qualità delle produzioni di TGLA  campani

1)      Acquisizione di ulteriori elementi semantici scaturenti dall’impiego di marcatori molecolari genetici per:

  • diagnosi parentale  dei riproduttori  allo scopo oltre di  verificarne la paternità, anche di ridurre il coefficiente di consanguineità della popolazione;
  • ottimizzare la ‘plasticità fenotipica’ su base genomica ai fini del miglioramento delle relative prestazioni riproduttive e produttive in funzione della microbiosfera dell’area geografica di allevamento;
  • autenticazione di prodotti monorazza; a tal proposito  si intende integrare i risultati a oggi ottenuti con ulteriori analisi genomiche, utilizzando anche la piattaforma ‘AIA’; integrazione che terrà conto delle recenti acquisizioni molecolari ottenute e ottenibili nell’ambito di progetti internazionali di sequenziamento e di genotipizzazione (es. specie bufalina,  Sheep -Hap Map).

2)   Acquisizione di ulteriori parametri e innovazioni che caratterizzano dal punto di vista qualitativo, geografico e nutraceutico i prodotti campani, specialmente alla luce  dell’ importanza della nuova concezione della ‘geografia della salute’. A questo proposito, particolare importanza hanno l’individuazione e l’ottimizzazione di ‘piani alimentari’ basati sull’utilizzazione delle risorse pabulari del bioterritorio campano. Per migliorare il sistema socio-economico dell’allevamento nelle condizioni pastorali, grande rilievo meriterebbero: (a) l’introduzione di strutture innovative (mini prefabbricati per i pastori; mini impianti mobili di mungitura, mini caseifici, mini macelli, mini impianti di trasformazione e di conservazione facilitanti la commercializzazione di prodotti in loco); (b) utilizzazione del fotovoltaico e di mini impianti eolici; (c) realizzazione di microlaghetti collinari.

  • Utilizzazione di marcatori molecolari per  l’autenticità di prodotto e di processo: ‘mozzarella di bufala’

Il comparto che opportunamente deve essere potenziato è quello bufalino, con particolare riferimento alla produzione tipica ‘mozzarella’.

1) Determinazione di  parametri chimici nel latte con apparecchiature automatiche che garantiscano affidabilità e riproducibilità; determinazione  utile anche  ai fini del pagamento latte secondo ‘qualità’.

2)  Applicazione su larga scala di una metodica di tipo immunoenzimatico (ELISA) che consente di rilevare la relazione esistente tra la risposta immunoenzimatica e lo stato di conservazione del prodotto e pertanto assicurante  una rintracciabilità di processo. Tale metodica consente di rintracciare la ‘freschezza’ o l’ ‘età’ di un latte ovvero di  distinguere il latte ‘fresco’ dal latte ‘congelato’ da oltre 4 mesi.

3) Applicazione su larga scala di una metodica elettroforetica (elettroforesi alcalina in condizione denaturante e riducente) che consente di distinguere la ‘freschezza’ del latte  nella mozzarella ovvero di distinguere il prodotto derivante da ‘semilavorati’ (a esempio cagliate congelate o importate) da mozzarelle prodotte con latte fresco grazie all’impiego del marcatore proteico (ALMIBuf), indicatore dello status di freschezza.

4)  Individuazione e caratterizzazione di marcatori molecolari proteici specie specifici per la rintracciabilità di carne e derivati bufalini.

Ulteriori servizi innovativi

  • Caratterizzazione molecolare della flora microbica (patogena e non patogena) nei prodotti primari (latte e carne)

1)     Riconoscimento di specifici ceppi di microrganismi  probiotici come i batteri lattici (lactobacilli, staphilococci, micrococcceae) mediante l’utilizzo delle metodiche di biologia molecolare.

2)     Monitoraggio in stalla quale servizio agli allevatori specialmente in fase preventiva. 

  • Collaborazione per la costituzione di “fattorie e/o mense nutraceutiche”

Fattorie e/o mensenelle quali è possibile evidenziare, mediante metodiche avanzate, alcune virtù ‘nutraceutiche’ di un alimento validando il tutto con ‘etichette’ cosiddette ‘intelligenti’ [QR CODE (quick response code = risposta rapida) – RFID (radio frequency identification system = sistema di identificazione basato su radiofrequenza)].

  • Attività di divulgazione

Ha la finalità di far acquisire al ‘mondo allevatoriale’ ulteriori conoscenze sulle potenzialità e sulle attitudini produttive dei tipi genetici animali locali.

  • Corsi di alta specializzazione nei settori  dell’agroalimentare e consulenza nella nutraceutica degli alimenti, specialmente di origine animale

Nell’ambito della refezione scolastica, in collaborazione con le Istituzioni interessate, e della ristorazione collettiva.